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Luisa Corà

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piccola di statura, bionda, "non smettere mai di sognare e non permettere a nessuno di rubare i tuoi sogni........."


 
 

 
 
 
 
 

   

Ricordiamo questi bambini....
e tutti i bambini scomparsi...

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Non dimenticare i nostri eroi!  

 

                                     

   

Esistono uomini che , pur avendo girato il mondo

non hanno mai visto nulla…

…mentre altri , rimanendo seduti sotto un albero ,

hanno visto tutto ciò che c’era da vedere…

 

Sofia porge

agli amici

del Mondo dei miei pensieri

NON DIMENTICHIAMO QUESTI BAMBINI
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JM III Muellerha scritto:

cr-celtic-candle candle1 candle

May the light of your soul guide you.
May the light of your soul bless the work
You do with the secret love and warmth of your heart.
May you see in what you do the beauty of your own soul.
May the sacredness of your work bring healing, light and renewal to those
Who work with you and to those who see and receive your work.
May your work never weary you.
May it release within you wellsprings of refreshment, inspiration and excitement.
May you be present in what you do.
May you never become lost in the bland absences.
May the day never burden you.
May dawn find you awake and alert, approaching your new day with dreams,
Possibilities and promises.
May evening find you gracious and fulfilled.
May you go into the night blessed, sheltered and protected.
May your soul calm, console and renew you.

 ani-candle Peace_Candle Butterfly%20Candle

'In the middle of the road of our life'
the attention advances & ignites
the balance
& the intuitive light
alive in any baby
                          not mere lucence
           of places
                          & plants

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19 Set.
Rossana Principatoha scritto:
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30 Lug.

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24 Lug.
 
é tempo di vacanze, c'è chi parte e chi
ancora resta, Vacanze, parola magica,
andarsene per fare un tuffo nel mare
e dimenticarsi per un pò gli abiti di
lavoro,o fare passeggiate in momtagna
e respirare aria pura, vacanze solo
semplicemente per pensare un pò a se
 stessi, leggere un libro che tenevi
 sul comodino, troppo stanca per poter
leggere anche solo una pagina, oppure
stare in compagnia della tua famiglia.
A chi parte auguro tutto quello che che
meritare, divertimento, spensieratezza
e tanto tanto amore.
A chi non puo partire per varie ragioni
auguro di trascorrere giorni più sereni. 
Un abbraccio ,
Vito
23 Lug.
10 Lug.

♣ﮎIl mondo dei miei pensieri♣ﯤ

♥tutti i pensieri del mio mondo♥

Foto 1 di 10
27 novembre

L'anima dei lupi....

 

 

 

 

 

 

 

L'anima dei Lupi.....

 

 

 

Il mio meraviglioso Amico Lupo

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ga_can011.gif picture by luponero71

 

"I lupi sani e le donne sane hanno in comune talune caratteristiche psichiche: sensibilità acuta, spirito giocoso, e grande devozione. Lupi e donne sono affini per natura, sono curiosi di sapere e possiedono grande forza e resistenza. Sono profondamente intuitivi, esperti nell'arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli; sono fieramente gagliardi e molto coraggiosi." 


Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi
 
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by Sofia

fantasy3th4.jpg

 

Meraviglioso Amico Lupo

26 novembre

IL GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO

Il Giorno del Ringraziamento, una storia leggendaria - foto : Il primo Giorno del Ringraziamento di Jean Louis Gerome Ferris - Foto tratta da Wikipedia

Il Giorno del Ringraziamento, una storia leggendaria

clic

Il Giorno del Ringraziamento, sicuramente la festa più sentita dagli Statunitensi,

 ha una storia piuttosto antica. E tanto leggendaria che, oggi,

 si fa fatica a scindere la verità dal mito. Le radici, poi, sono lontane e affascinanti.

Nel XVI secolo Enrico VIII Tudor “litiga” col papa e, approfittando

della effervescente situazione internazionale decide di scindere la chiesa d’Inghilterra

da quella di Roma. Con quel gesto, rivoluzionario e volutamente provocatorio, vuole autonomia.

Politica anzitutto, ma pure religiosa. E, in effetti, si auto-proclamerà capo della Chiesa Anglicana.

 Poi, come successo in altri contesti protestanti, i culti minori verranno male o per nulla tollerati.

Ed è proprio per sfuggire a tale intolleranza, che un gruppo di padri pellegrini

deciderà di trasferirsi in Olanda. In un secondo momento, poi, spinti da esigenze materiali

 o forse per puro spirito di avventura, decideranno di intraprendere

 un rischiosissimo viaggio transoceanico a bordo della Mayflower. Siamo nel 1620.

Alla personale conquista di una terra creduta vergine dal punto di vista religioso,

 spirituale e materiale. Un mondo scoperto da oltre un secolo,

ma ancora per lo più sconosciuto. La mitica America.

Dopo due mesi di travagliatissimo viaggio (le onde dell’Oceano inghiottiranno

ben quaranta dei centodue padri pellegrini), i sopravvissuti esausti

e terrorizzati sbarcheranno nel Massachussets.

Se questo fosse un classico romanzo d’avventura, a questo punto

 i patimenti marittimi dei padri pellegrini sarebbero risarciti con un lieto fine.

E invece, il 16 dicembre 1620, si troveranno in una terra del tutto inospitale

e senza viveri, avendoli praticamente terminati tutti durante il viaggio.

Quell’inverno, perché loro di inverno giunsero in quella disgraziata terra,

 periranno quasi tutti di stenti. Chi ebbe la fortuna e la tempra necessaria

 a sopravvivere all’odissea marina prima, e a quella terrena poi, conoscerà,

quando la stagione si farà più clemente, alcuni indiani della zona.

Solitamente i religiosi erano mandati in America dalla corona di Castiglia.

 E ci andavano per conquistare e convertire. Ma questi padri pellegrini,

 che il viaggio lo avevano fatto per conto loro, di predicare e di uccidere non ne avevano intenzione.

Prima di tutto perché il loro proposito non era quello,

 avendo essi stessi per primi affrontato la scure dell’intolleranza.

Poi, erano troppo deboli di corpo e di spirito in una terra per loro disumana.

Le teorie in merito all’incontro con i nativi americani sono discordanti.

 Secondo alcuni, avvenne con uno solo di essi, unico sopravvissuto

di una precedente e meno simpatica conoscenza europea. Il suo nome era Squanto.

Secondo altri, e questa è la versione che dà origine al mito,

 gli indiani festanti erano numerosi e accolsero gli Europei

 portando tacchini e cervi, di cui la loro terra era colma.

Indiani e padri pellegrini si scambiarono le culture. Più spirituale quella degli Europei,

più pratica quella dei nativi americani. Fu così che il 1621 e soprattutto

gli anni a venire furono, per gli inglesi trapiantati, anni fortunatissimi.

Avevano imparato a cacciar tacchini e cervi, a far deliziose salse di mirtillo

e a coltivare il mais, prodotto principe di quelle zone.

E si fecero feste da ambo le parti, con spirito di benvenuto

di chi quelle terre da sempre le aveva abitate.

 E con spirito di ringraziamento da parte invece dei padri pellegrini.

 Ringraziamento rivolto agli indiani secondo alcuni, per altri invece,

il thanks era riservato al Divino. Che tanta grazia e misericordia aveva loro concesso.

Il giorno del ringraziamento, il Thanksgiving Day, quindi.

 Fu Abraham Lincoln, al termine della guerra civile nel 1863,

 a domandare al suo popolo di festeggiare con dovizia e regolarità tale giorno.

 Venne decretato il quarto giovedì del mese di Novembre.

Prima si festeggiava lo stesso, ma la data non era stata convenzionalmente fissata.

Da allora, quel giorno, viene dedicato all’ingrasso generale.

Come il nostro Natale, insomma. Consumismo culinario

da contrapporre idealmente alle terribili sfortune

che i padri pellegrini avevano conosciuto al loro arrivo.

Cibi squisiti e tradizionali che devono essere gustati

 pensando a Dio e agli indiani. Anche se questi ultimi,

con tutta probabilità, son stati colpevolmente dimenticati dalla storia e dalla collettività.

La povera “razza tacchinaria” vien poi assai ridotta di numero

 i giorni precedenti la festa. Persino il presidente degli Stati Uniti 

se lo dovrebbe andare a cacciare, per poi prepararselo e mangiarselo.

In quaranta milioni finiscono dentro al forno. Poi salsa di mirtilli, zucche, bacche e patate.

Gli Stati Uniti, si sa, sono un paese vasto e eterodosso.

 Le tradizioni son comuni, almeno per quanto riguarda il giorno del ringraziamento,

 ma i particolari con cui si festeggia son diversi.

Sulla East Coast il tacchino è spesso ripieno di costosissime ostriche,

 perché bisogna festeggiare il fatto che, al contrario dei primi padri pellegrini,

 le ostriche ce le si può permettere, mentre al Sud

 il povero pennuto vien imbottito del più modesto granturco.

Perché la umile e sana tradizione dei padri pellegrini sia mantenuta e onorata.

da

 www.ilreporter.com/

Ama la vita....

Buon Giovedì.....

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AMA LA VITA!   

Ama la vita così com'è.
Amala pienamente, senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.

Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un po'.

Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.

Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.

Non vivere mai senza vita!

( MADRE TERESA DI CALCUTTA)

By Sofia

 

iflu5.jpg

.........

Tra 29 giorni è Natale.....

25 novembre

Basta!!!!!

 

 

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(video durissimo)

"La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci!"

Isaac Asimov

Il 25 novembre è un giorno speciale. Triste ma speciale. 

 È la giornata internazionale contro la violenza alle donne:

non facciamo che sia un appuntamento retorico.

 È il momento di voltare pagina, di cancellare la vergogna di mogli, fidanzate,

 ragazze picchiate, umiliate, annullate nella loro dignità. 

Appello contro la violenza alle donne

Parta da qui, da questo giorno, una grande battaglia di civiltà.
Non è possibile che in un Paese come il nostro sette milioni di donne,

come ci ha rivelato un drammatico studio dell’Istat,

abbiano subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita.
Non è possibile che 2 milioni siano state vittime di violenza domestica,

 che cento di loro ogni anno vengano ammazzate dal marito o dal convivente,

 come ultimo atto di un’escalation di prepotenza e aggressività.
Non è possibile che ben il 93 per cento delle vittime preferisca

tacere il sopruso subito, per paura e mancanza d’aiuto.
Non è possibile che tutto questo avvenga nell’indifferenza collettiva.

non lasciamo passare questo giorno come tanti altri. Per una volta alziamo davvero la voce,

e chiediamo al Governo, al Parlamento, ai Comuni gesti concreti

contro la violenza di genere, per la civiltà. Vi invitiamo a sottoscrivere

 questo documento, che verrà consegnato al ministro delle Pari Opportunità

clic www.donnamoderna.com/quello_che_succede/

lacrime

dal web

24 novembre

Cani e gatti...

 

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Prodotti per il tuo amico gatto

Cani e gatti...

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Ode al Gatto

Gli animali furono
imperfetti, lunghi
di coda, plumbei
di testa.
Piano piano si misero
in ordine,
divennero paesaggio,
acquistarono in grazia, volo.
Il gatto, 
soltanto il gatto apparve completo
e orgoglioso:
nacque completamente rifinito
cammina solo e sa quello che vuole.

L'uomo vuol essere pesce e uccello,
il serpente vorrebbe avere le ali, 
il cane è un leone spaesato,
l'ingegnere vuol essere poeta,
la mosca studia la rondine,
il poeta cerca di imitare la mosca,
ma il gatto
vuole esser solo gatto
dai baffi alla coda,
dal fiuto al topo vivo,
dalla notte fino ai suoi occhi d'oro.

Non c'è unità come la sua,
non hanno 
la luna o il fiore
una tale coesione:
è una sola cosa
come il sole o il topazio,
e l'elastica linea del suo corpo,
salda e sottile, è come
la linea della prua di una nave.
I suoi occhi gialli
hanno lasciato una sola
scanalatura
per gettarvi le monete della notte.

Oh piccolo
Imperatore senz'orbe,
conquistatore senza patria,
minima tigre da salotto, nuziale
sultano del cielo
delle tegole erotiche,
il vento dell'amore
nell'aria aperta
reclami
quando passi
e posi
quattro piedi delicati
sul suolo,
fiutando,
diffidando
di ogni cosa terrestre,
perché tutto 
è immondo
per l'immacolato piede del gatto.

Oh fiera indipendente
della casa, arrogante
vestigio della notte,
neghittoso, ginnastico
ed estraneo,
profondissimo gatto,
poliziotto segreto
delle stanze,
insegna
di un
irreperibile velluto,
probabilmente non c'è
enigma
nel tuo contegno,
forse non sei mistero,
tutti sanno di te ed appartieni
all'abitante meno misterioso,
forse tutti si credono
padroni,
proprietari, parenti
di gatti, compagni,
colleghi,
discepoli o amici
del proprio gatto.

Io no.
Io non sono d'accordo.
Io non conosco il gatto.
So tutto, la vita e il suo arcipelago,
il mare e la città incalcolabile,
la botanica,
il gineceo coi suoi peccati,
il per e il meno della matematica,
gl'imbuti vulcanici del mondo,
il guscio irreale del coccodrillo,
la bontà ignorata del pompiere,
l'atavismo azzurro del sacerdote,
ma non riesco a decifrare il gatto.
Sul suo distacco la ragione slitta,
numeri d'oro stanno nei suoi occhi.

Pablo Neruda

cute kitten Pictures, Images and Photos 

by Sofia

dal web

23 novembre

Un pensiero per te....

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Cos'è per te un amico,
perchè tu debba cercarlo 
per ammazzare il tempo?
Cercalo sempre per vivere il tempo.
Deve colmare infatti le tue necessità,
non il tuo vuoto.
E nella dolcezza dell'amicizia 
ci siano risate
e condivisioni di momenti gioiosi,
poichè nella rugiada ,
nelle piccole cose,
il cuore trova il suo mattino
e si rinfresca.

(Kalhil Gibran)

Kathys comments

 

 

by Sofia

dal web

22 novembre

Una domenica di pioggia....

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fiore4socopia.jpg

  

Lacrime di pioggia


il tuo ricordo mi parla
Dalla mia finestra
io guardo il mondo che passa

Ed ogni giorno ci sarai ogni minuto che vorrai ad ogni passo della vita
E quale strada sceglierai che direzione mi consiglierai ad ogni passo della vita
Sei solo un ombra ma la tua voce mi parla
io che ho creduto e credo in te tutto l'amore che hai per me
ridallo al cuore di tua madre
dalla tempesta dal grande sogno del nulla
e molto presto capirai che tutti gli anni che vivrai cancellano
i peccati suoi

Nei suoi pensieri io vivrò con le sue mani ti accarezzerò
ad ogni passo della vita
Stringila forte quando avrà paura che c'è il mio amore che non l'abbandona
ad ogni passo della vita

Lacrime di pioggia
il tuo ricordo mi parla
Dalla mia finestra
io guardo il mondo che passa

Lacrime di pioggia
Lacrime di pioggia

(a. venditti) 

by Sofia

dal web

21 novembre

Jl mistero dei teschi di Napoli

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Il mistero dei teschi di Napoli 

Nelle cave napoletane esisteva un culto di arzille e scrupolose vecchiette che adottavano

i teschi abbandonati e pregavano per le loro anime.

Lo spazio contenente ossa e cadaveri rimase sconosciuto fino alla fine del 17esimo secolo

 quando una serie di inondazioni portarono alla luce i macabri resti. Il centro di Napoli

venne cosi’ ricoperto da uno strato di anonime ossa e teschi e si decise di organizzare

un ossario dando vita al cimitero delle Fontanelle.

teschio, con fiori, in una teca

 

La leggenda del teschio del « Capitano» 

La prima versione ci racconta che una giovane promessa sposa era molto devota al teschio del capitano,

e che si recava spesso a pregarlo ed a chiedergli grazie. Una volta il di lei fidanzato,

scettico e forse un po’ geloso delle attenzioni che la sua futura moglie dedicava

a quel teschio, volle accompagnarla; portandosi dietro un bastone di bambù,

 l’uomo usò il bastone per conficcarlo nell’occhio del teschio, mentre,

 deridendolo, lo invitava a partecipare al loro prossimo matrimonio.
Il giorno delle nozze apparve tra gli ospiti un uomo vestito da carabiniere.

 Incuriosito di tale presenza lo sposo chiese chi fosse, e questi gli rispose

che proprio lui lo aveva invitato, accecandogli un occhio;

detto ciò si spogliò mostrandosi per quel che era… uno scheletro!

 I due sposi e chissà quanti altri invitati morirono sul colpo.
L’altra versione raccolta da Roberto De Simone,

mette in scena una leggenda nera popolare: un giovane camorrista, donnaiolo e spergiuro,

 aveva osato profanare il Cimitero delle Fontanelle,

ivi facendo l’amore con una ragazza. Ad un tratto sentì

 la voce del capitano che lo rimproverava ed egli, ridendosene,

rispose di non aver paura di un morto. Alle nuove imprecazioni del capitano,

il temerario giovane lo aveva sfidato a presentarsi di persona,

 giurando ironicamente di aspettarlo il giorno del suo matrimonio

(e intanto giurando in cuor suo di non sposarsi mai). Però il giovane,

dimentico del giuramento, dopo qualche tempo si sposò. Al banchetto

di nozze si presentò tra gli invitati un personaggio vestito di nero che nessuno

 conosceva e che spiccava per la sua figura severa e taciturna.

Alla fine del pranzo, invitato a dichiarare la sua identità,

rispose di avere un dono per gli sposi, ma di volersi mostrare solo a loro.
Gli sposi lo ricevettero nella camera attigua,

ma quando il giovane riconobbe il capitano fu solo questione di un attimo:

 il capitano tese loro le mani e dal suo contatto infuocato gli sposi caddero morti all’istante.
La particolarità di tale teschio, posto all’interno di una teca,

 è la sua lucidatura: mentre gli altri crani sono ricoperti di polvere

 quest’ultimo è infatti sempre ben lucidato, forse perché raccoglie

 meglio l’umidità del luogo sotterraneo, che è stata sempre interpretata

come sudore: « Se domandate ai devoti vi diranno che quell’umidità è sudore delle anime del Purgatorio» .
Gli umori che si depositano su questi resti sono ritenuti dai fedeli acqua purificatrice,

 emanazione dell’aldilà in quanto rappresentazione delle fatiche e delle sofferenze cui sono sottoposte le anime.

<B>Napoli, riapre dopo 25 anni il cimitero delle Fontanelle </B> 

Ci seppellivano i morti extra moenia. Soprattutto quelli della peste del 1656 e quelli del colera del 1865.

 Epidemie tragiche che decimarono la città e riempirono l’antica cava di tufo di resti anonimi,

di corpi senza identità a cui dare sepoltura comune. Si pensava a salvare i vivi, e si abbandonarono

i legami con i morti, perdendo il lutto privato della perdita.
Un bel respiro prima d’entrare, nel cimitero nascosto nel cuore della Sanità:

 qui si refriscano ll’anem ‘o Priatorio: quarantamila cape ‘è morte, teschi allineati e impilati,

 innumerevoli resti anonimicompressi sotto il piano di calpestio;

ossa per almeno quattro metri di profondità.

Entrando ci si fa il segno della croce, si tocca un teschio, si aspetta

come se dovesse arrivare una particolare energia. Le cave sono umide,

le capuzzelle sudano acqua purificante, emanazione dell’Aldilà, si dice.
Qualcuna si fa riconoscere subito, qualcun’altra aspetta di venire in sogno.

Cercano la pace che solo le preghiere di chi è in terra può dare.

 Anime pezzentelle, poverelle, ma non basta ancora,

bisogna ripeterselo in mente finché non si sprigionatutta

 la pietà che tiene dentro: l’abbandono, la dimenticanza, quel senso disperato

di misericordiosa partecipazione. L’adozione è umana oltre che religiosa, un rito di compassione.

Il rapporto della città di Napoli con la morte è un interrogartivo

 che sorge a ogni angolo. A Napoli la morte è l’altra faccia della vita: 

non si scaccia, ci si allea per averne vantaggio.
Le anime purganti sono il legame con l’aldilà,

quelle che guidano e proteggono chi è ancora in vita.
Il silenzio, l’enormità degli spazi illuminati da una luce avvolgente,

 la litania delle preghiere: sembra di trovarsi protagonisti di una tragedia greca.

Fasci di luce generati dalle poche fessure si stagliano in maniera magistrale sui corpi,

sottolineando i pochi dettagli e lasciando in un tetro chiaroscuro tutto il resto.

Il ramo centrale di questa suggestiva cava è ben illuminato

e mette in risalto l’altare delle tre croci, la statua di San Vincenzo e la piccola cappella.

Appaiono in ombra le ossa degli appestati e i banchi delle preghiere.

 Ai piedi di San Gaetano avanzi di due corpi e un pezzo di leggenza.

Uno sposo scettico, una sposa sfortunata e un capitano che compare al banchetto e li fa morire tutti di paura.
Resti senza storia e senza nomi, tranne che per due, Filippo Carafa,

conte di Cerreto dei duchi di Maddaloni, e di sua moglie,

che la credenza popolare vuole soffocata per uno gnocco. Li si distingue facilmente,

sono gli unici di cui resta l’intero scheletro, vestiti e deposti nelle bara.

Un pò di storia

Dalle colline oggi chiamate “Colli Aminei” partivano quattro impluvi i quali, incidendo il tufo,

 lo mettevano a nudo creando dei veri e propri valloni, attraverso cui trovava recapito

la cosiddetta “Lava dei Vergini”, colate di fango e detriti provenienti

dall’erosione della coltre piroclastica che ammanta le colline circostanti.

La “lava dei vergini” per millenni ha eroso il vallone delle Fontanelle e della Sanità,

creando le condizioni ottimali per l’estrazione del tufo che le leggi del ‘600,

 le prammatiche, vietavano di cavare “intra moenia” per cui lo si prelevava “extra moenia”

 proprio in questa zona. La stessa strada, Via Fontanelle, rappresenta

 il vecchio impluvio sulle sponde del quale sono dislocate numerose cave che,

fino al secolo scorso, hanno fornito i materiali da costruzione per l’attività edilizia

 di tutta la città e che oggi sono adibite ad usi più disparati:

deposito di ulive, vetrerie, lavorazione di cioccolata, marmi, garages, cantine.

A metà del XVI secolo, la lava provocò un’enorme voragine nella strada delle Fontanelle,

 per cui si ordinò ai “salmatari di riempire la stessa con sfabbricatura”;

questa notizia ci fa capire che già a quel tempo le Fontanelle erano praticate dai salmatari.

 All’epoca i morti venivano interrati nelle chiese,

dove però non c’era più posto per cui i salmatari, di notte,

 li disseppellivano e li scaricavano nelle vecchie cave abbandonate.

 A seguito dell’ennesima alluvione, dalle cave fuoriuscirono molte salme

e si racconta che gli abitanti della Sanità non uscivano di casa

per non riconoscere i propri morti. Fu ordinato, quindi, ai salmatari ricomporli nell’ultima cava.

L’origine di questo ossario, però, si fa risalire al XVI secolo

 quando la città fu flagellata da tre rivolte popolari, tre carestie tre terremoti,

 cinque eruzioni del Vesuvio e tre epidemie e, essendo il luogo isolato,

fu qui che vennero raccolti i cadaveri delle vittime. Micidiale fu la pestilenza del 1656,

 per cui i muri che chiudevano le cave furono di nuovo abbattuti e le stesse cave,

secondo alcuni, accolsero 250.000 cadaveri su una popolazione 400.000 abitanti

 e, secondo altri, addirittura 300.000. L’architetto Carlo Praus racconta che nel 1764,

 “epoca memoranda di una esterminatrice carestia”, il Cimitero delle Fontanelle

 fu destinato dal Comitato di Pubblica Sanità a seppellire le salme della bassa popolazione,

che non trovavano posto nelle pubbliche sepolture delle chiese all’interno della Città.

 Ed ancora il Praus, a seguito dell’editto di Saint-Cloud del giugno 1804,

presenta nel 1810 un progetto per la costruzione di un vasto camposanto

mediante l’ampliamento dell’antica necropoli delle Fontanelle.

Nel 1837, per provvedimento del Consiglio Sanitario, in seguito all’invasione del “colera morbu”,

 furono portati in questo cimitero altre salme. Nello stesso anno,

 essendo stato ordinato di togliere gli ossami da tutti i cimiteri delle parrocchie

e delle confraternite e di portarli nell’Ossario delle Fontanelle, un gran numero di carri,

scortati da confratelli e guardie, trasportarono in queste grotte cataste di resti mortali.

 Il cimitero rimase abbandonato fino al 1872, quando il parroco della chiesa di Materdei,

 Don Gaetano Barbati, con l’aiuto di popolane mise in ordine

le ossa nello stato in cui ancora oggi si vedono e tutte anonime,

ad eccezione di due scheletri: quello di Filippo Carafa Conte di Cerreto dei Duchi di Maddaloni,

morto il 17 luglio 1797 e di Donna Margherita Petrucci nata Azzoni

 morta il 5 ottobre 1795; entrambi riposano in bare protetti da vetri.

Il corpo di Donna Margherita è mummificato ed il teschio ha la bocca spalancata

come di chi sta per vomitare, per cui si dice che la nobildonna sia morta strangolata da uno gnocco.

Nell’ordinare le ossa furono messe nella navata retrostante la chiesa

 quelle provenienti dalle parrocchie e dalle congreghe, per cui essa fu detta “navata dei preti”;

 la centrale fu chiamata “navata degli appestati”

 perché in essa erano stati sotterrati questi morti.

 L’ultima è la “navata dei pezzentelli” perché qui furono accomodate le ossa della gente povera.

 Così il cimitero entrò nel costume cittadino.

Oggi, è insieme un luogo di culto e di macabro fascino,

in cui si concentrano anche molte leggende e racconti di miracoli

interno di un ampio antro con tre croci sula destra

golgota nella navata dei preti

Gli anedotti

Il culto delle anime del Purgatorio · l’Anime Pezzentelle
Nel documento del canonico e archeologo Andrea De Jorio,

vi è gia preciso riferimento alla trasformazione della cava a luogo di culto,

(”….fu costruito un muro ed un altare…”) avvenuto verso la fine del 1700.

Dalla metà del1800 circa, un gruppo di popolane del rione Sanità, denominate “e’ maste”,

riordinò tutti i resti mortali ammassati disordinatamente all’interno della cavità

nel corso delle varie epoche. Tutte le ossa furono disposte in una sorta di “pietas popolare”

a ridosso delle pareti tufacee seguendo scemi e raggruppamenti ben precisi.

 Questa sistemazione è ricordata con una lapide all’esterno della chiesa di Maria S.S. del Carmine

realizzata alla fine dell’800 e tende a ricordare tutti coloro che morirono

in occasione delle pestilenza, in povertà o nelle carceri e classificati pertanto come resti mortali “anonimi”.

A guidare e coordinare i fedeli nella opera di sistemazione dei resti mortali

è stato il canonico Gaetano Barbati, fondatore e promotore di un’Opera pia

 per il suffragio delle “anime in pena”. Nel marzo del 1872 il cimitero delle Fontanelle

venne aperto al pubblico e le chiavi dal Municipio vennero consegnate

al parroco di Materdei. Grazie a Barbati e al Cardinale Sisto Riario Sforza

fu istituita un’Opera di suffragio ai defunti nel detto cimitero”…adibendo a chiesa provvisoria

 la prima cava, sgombrata all’uopo dagli ossami con gran concorso di popolo …”.

Il 13 maggio 1877 fu celebrata nel cimitero una prima manifestazione religiosa alla presenza

del Cardinale Sforza che prese parte anche alla processione che seguì il detto rito di pietà ed espiazione. 
 
Dal 1884, anno in cui fu terminato il riordino dei resti umani,

 la “pietas popolare” napoletana si è rivolta alle “ossa e crani anonimi”

con devozione religiosa familiare, con un culto che spesso richiama arcaiche tradizioni di tipo pagano.

 Alle anime in pena si rivolgevano amorevoli cure e suffragi, garantendo loro il cosiddetto “refrisco”.

 Questo “refrigerio” sarebbe poi stato successivamente ricambiato con l’intercessione dell’anime

in pena per la protezione del fedele nei momenti di bisogno. I napoletani, in un clima

di venerazione e culto anonimo, iniziarono dunque ad esprimere

 la propria devozione verso un ideale diverso dalla santità.
 
La devozione spinta fino all’ “adozione” del teschio e la collocazione di immaginette votive

e messaggi scritti all’interno dei reliquari esprimeva una forma di equilibrio

 tra il culto dei Santi e la devozione popolare delle anime del purgatorio.

 Il grande numero di urne devozionali site nel Cimitero delle Fontanelle

 rappresentano i ringraziamenti dei fedeli per le grazie ottenute

 con l’intercessione delle anime in pena. Le “Maste”, ossia le popolane-devote

alle quali la tradizione locale aveva attribuito una particolare sensibilità

per il culto delle anime purganti, hanno aiutato migliaia di fedeli nella ricerca

delle anime particolarmente bisognose di cure e preghiere. All’interno del cimitero

 si snodavano le processioni religiose, e venivano recitate le caratteristiche

“giaculatorie e litanie” per le anime in pena, tra le tante una:

Anime sante, anime purganti,
Io son sola e vuie siete tante
Andate avanti al mio Signore
e raccontateci tutti i miei dolori
Prima che s’oscura questa santa giornata
da Dio voglio essere consolata.
Pietoso mio Dio col sangue Tuo redento
a tutte le anime del Purgatorio salutammelle a tutti i momenti,
Eterno Riposo

interno del cimitero delle fontanelle

Le leggende
 
In un ambiente cosi suggestivo e magico non potevano non nascere

le varie personificazioni delle “anime pezzentelle”. Ecco dunque nascere la figura di Lucia,

una giovinetta morta subito prima del matrimonio o, le presenze di uomini morti in guerra,

principesse cavalieri. Talvolta poi, i teschi hanno una storia e un nome trasmessi

attraverso racconti tramandatisi nel tempo; è il caso del “monaco” (o’ capa e Pascale)

 in grado di far conoscere i numeri vincenti al gioco del lotto, quella del “capitano”,

figura di riferimento emblematica del cimitero delle fontanelle o quella di “donna Concetta”

 nota più propriamente come “a’ capa che suda”. Altro aspetto significativo

 è legato alle leggende sulle storie dei bambini in particolare quella di “Pasqualino”.


“Io ero ciò che tu sei; tu sarai ciò che io sono”
La Morte
 
Suggestiva è la pratica delle adozioni di alcuni teschi

che, di solito, venivano messi in teche e venerati o per grazia ricevuta

o per voto o per fede. Nacquero così numerose storielle,

tra cui quelle già ricordate dei due teschi che sudano e quella del Capitano.
Questo teschio era stato adottato da una povera ragazza,

ad esso ella rivolge tutte le sue cure e preghiere, supplicandolo perché le facesse trovare marito.

 Così avvenne e, prima di andare all’altare, la giovane volle ringraziare il teschio

per la grazia ricevuta. Il giorno delle nozze tutti erano attirati dalla presenza

in chiesa di uno strano tipo vestito da soldato spagnolo; questi, al passaggio degli sposi,

sorrise alla ragazza e le fece l’occhiolino. Il marito, ingelosito,

 lo affrontò e lo colpì ad un occipite con un pugno.
Tornata dal viaggio di nozze, la giovane si recò subito al cimitero

 per ringraziare ancora il suo teschio e lo trovò con una delle orbite completamente nera.

Si gridò al miracolo ed il teschio in questione fu indicato come il “Teschio del Capitano”.
In seguito gli furono attribuiti anche altri miracoli.

Alcuni messaggi rinvenuti nei teschi
Anima bella venitemi in sogno e fatemi sapere come vi chiamate.
Fatemi la grazia di farmi uscire la mia serie della cartella
Nazionale. Anima bella fatemi questa grazia, a buon rendere…

Napoli 3/4/1944
La famiglia dell’Aviere Lista Ciro trovandosi senza notizie di suo figlio da pochi
giorni dopo l’Armistizio e quindi sono otto mesi ed essendo devota di voi aspetta
con tanta fede da voi la bella grazia.

innumerevoli ossa umane accatastate le une sulle altre ai lati di un tempietto

Ossoteca

da

http://www.comune.napoli.it/

http://www.grandenapoli.it/

20 novembre

Giornata Universale dell'Infanzia e dell'Adolescenza

                                                 

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giornata universale infanzia

Oggi 20 novembre si celebra in tutto il mondo

 la giornata universale dell’infanzia e dell’adolescenza

questa celebrazione venne raccomandata dalle Nazioni Unite nel 1854 

che, rivolte verso tutti i paesi, disse di istituire una “Universal Children’s Day

 ovvero la giornata universale dell’Infanzia.

Respect Stampa artistica

Gioco Stampa artistica

Care Stampa artistica

I bambini amano il mondo Stampa artistica

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Dite: 
è faticoso frequentare bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete: 
bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi,inclinarsi,
curvarsi,farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
E' piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi
fino all'altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi,allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.

J.KORCZACK

Esplorazione Stampa artistica

 

Poster da

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19 novembre

..e se le Fate esistessero davvero?

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Buon Giovedì..... 

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...e se le fate esistessero davvero?

<<Per monti e burroni,

per siepi e giardini,

tra fiori e tra spini,

tra flutti e tra tuoni,

più lieve d'un raggio

del sole di maggio

volando viaggio

al comando della divina

che delle Fate è la regina.

D'una primula dorata

nella campanula fatata

troverò nascosta

la stilla incantata . >>

Shakespeare

By Sofia

dal web

          

 
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