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22 luglio

Cristina"el grio",una stella che risplenderà per sempre

clic  

 

 "Se mi succederà qualcosa, lasciatemi dove la montagna mi ha chiamato a sé".

"Sono un Acchiappasogni mani troppo fragili e Cuore troppo lento.
Sulla Cima di un 8000 cè il Silenzio.
Un Silenzio che lascia spazio solo al battito del Cuore, al respiro affannoso, a te stesso.
Il Mondo è troppo rumoroso sono una ricercatrice del Silenzio.

Semplicemente El Grio."

Cristina Castagna

Cristina Castagna

Cristina Castagna, l’alpinista vicentina che tutti chiamavano “El grio“,

 “il grillo”, perche’ anche quando era una bambina non stava mai ferma,

e’ morta mentre cercava di scalare le vette del K3. La donna e’ morta sabato scorso,

 dopo essere precipitata nel vuoto.

Cristina"El Grio"

 una stella che splenderà per sempre

<

Un'immagine di Cristina Castagna tratta dal suo blog

“Lasciatemi lassù”

La premonizione prima di partire: «Se mi succede qualcosa non venite»

BroadPeak.jpg image by waheedmalik

Nell'immagine Il Broad Peak

<La 31enne vicentina Cristina Castagna 
è caduta in un crepaccio sul monte K3.
L'ultimo biglietto: «Lasciatemi lassù»

VICENZA
Prima di partire per il Broad Peak, la montagna di oltre 8.000 metri

nella catena del Karakorum in Pakistan in cui è morta l’altro ieri

aveva lasciato un biglietto: «Se mi succederà qualcosa lasciatemi 

 dove la montagna mi ha chiamato a sè». Cristina Castagna, 31 anni,  

se n'è andata precipitando per decine di metri e finendo in un crepaccio,

davanti all’amico Gianpaolo Casarotto , vicentino anche lui,

che ha cercato di soccorrerla inutilmente. «Era davanti a me

di una decina di metri poi l’ho vista scivolare,  ha sbattuto sulle rocce

e poi è precipitata in un crepaccio.  L’ho raggiunta, ma era già morta».

Nei giorni precedenti all’ultima partenza, obiettivo K3,
  

aveva raccontato le sue avventure nel blog.  «La mia grande passione ,

il grande Amore della mia Vita è la montagna in particolare l'alta quota»

scriveva.  «Ho conosciuto questo mondo nel Gennaio del 2003

con L'Aconcagua in Argentina e da lì sempre più in alto con un tentativo

all'Everest nello stesso anno finito a 7800 metri. Nel 2004 il mio piccolo riscatto:

 arrivo in vetta alla Cima Centrale dello Shisha Pangma;

 sono la più giovane donna italiana  ad aver raggiunto un 8000». 

Cristina annotava tutto, componeva.
  

«Sono una lettrice accanita leggo di tutto, non ho la tv a casa

e così le sere in cui sono a casa le passo  immersa nelle più svariate letture.

Mi piace scrivere poesie,  versi che scrivo anche su un lenzuolo bianco

 al Campo Base  nella speranza che il vento le trasporti in giro per il mondo».

  Si faceva chiamare El Grio, il grillo, «un soprannome

  che mi ha dato mio padre visto che  non rimango

mai ferma e come i grilli salto ovunque». 

Cristina Campagna lavorava come infermiera
al Pronto Soccorso

dell’ospedale San Bortolo di Vicenza,  i colleghi la ricordano

come una donna forte e determinata. Il 12 luglio,

dal campo base del K2, in mezzo  a condizioni meteo difficili,

aveva scritto un messaggio:  «Noi non ci arrendiamo

di certo abbiamo ancora  un po' di tempo e la pazienza non manca.

 Chi l'ha dura la vince. La Cima è li che ci guarda severa

e ci fa capire ancora una volta che non esistono  8000 semplici

esistono solo condizioni  piu´o meno buone per la scalata».

Oggi a Valdagno è il momento della disperazione e del cordoglio.  

«Abbiamo perso una delle nostre figlie più illustri» , ha detto il sindaco Alberto Neri.

Infermiera a Vicenza ma originaria della vicina Valdagno,
  

la Castagna era considerata un’esperta. Già l’anno scorso

era diventata la prima donna italiana a calcare la vetta del Makalu,

la quinta montagna più alta del mondo e aveva al suo attivo 

 quattro cime sopra gli ottomila metri. Il corpo dell’alpinista

 si trova ora ad oltre settemila metri di quota,  in un punto

dove il recupero sembra impossibile. Ed è probabile

che venga lasciato lì: proprio come chiesto dalla ragazza nel biglietto premonitore.

 «È stato un fulmine a ciel sereno»,  ha commentato il sindaco di Valdagno,

 Alberto Neri, «la nostra città perde non solo

una delle sue figlie più illustri ma anche una donna solare e piena di vita».

 Sul blog di Caterina campeggia ancora la poesia che aveva scritto

 dopo un’avventura ad alta quota: «Sono un Acchiappasogni

mani troppo fragili e Cuore troppo lento.  Sulla Cima di un 8000 cè il Silenzio.

Un Silenzio che lascia spazio solo al battito del Cuore,

 al respiro affannoso, a te stesso.  Il Mondo è troppo rumoroso

 sono una ricercatrice del Silenzio.

 Semplicemente El Grio». 

 
La storia alpinistica dell’atleta vicentina è piuttosto recente
 perché inizia a compiere ascese di una certa rilevanza nel 2003,
 quando conquista l’Aconcagua, la cima più alta del sud America, a 6.962 metri.
 Nello stesso anno arriva per lei una straordinaria opportunità:
l’Everest, che salirà fino a quota 7.800 metri. Sarà una resa
 che non lascerà amarezza, bensì scatena in lei la voglia di Himalaya.
 E così nel 2004 raggiunge dal Tibet la cima centrale (8.013 metri)
dello Shisha Pangma, e, all’età di 27 anni, può fregiarsi
di essere la più giovane donna italiana ad aver conquistato un 8.000
 L’anno successivo mette il piede sulla vetta del Gasherbrum
 II (8.035 metri) e nel 2006, in un’altra spedizione himalaiana,
 arriva a quota 8.120 sul Lhotse, dove a causa del freddo
e di un principio di congelamento, è costretta a rinunciare.
Nel 2007 torna su una vetta himalaiana con la salita
agli 8.167 metri del Dhaulagiri. Nel 2008 l’atleta vicentina
 entra a far parte della scuderia SALEWA e, forte di questa
nuova collaborazione, porta a termine la sua più esaltante conquista:
 la scalata del Makalu (8.463 metri), la quinta montagna più alta del mondo.
Cristina Castagna
Cristina raccontava di essere una lettrice accanita e del piacere che provava
nello scrivere poesie al campo base di un ottomila. Immaginava che il vento le trasportasse
in giro per il mondo, mentre lei con i suoi occhi penetranti che comunicavano l
a gioia della sfida affannosa le seguiva fino all'infinito. Di questa formidabile ragazza
 che inseguiva i sogni, ma chi non li accarezza?, non resta
 che lo straziante ricordo scolpito su una larga parete bianca 
clic
guarda
 
La fine del giorno

Sotto una luce bigia, senza posa,
senza ragione, si contorce e incalza
danzando, spudorata e rumorosa,
la Vita: così, poi, quando s'innalza

voluttuosa la notte all'orizzonte,
e tutto, anche le fami, in sé racqueta,
tutto annuvola e spegne, anche le onte,
"Eccoti, alfine!" mormora il poeta.

"Pace ti chiede il mio spirito ed ogni
mia fibra, pace, e null'altro elisire;
ricolmo il cuore di funebri sogni,

vo' stendere le mie membra supine
nella frescura delle tue cortine
e quivi sempre, o tenebra, dormire



C.Baudelaire
ciao Cristina.....
 
 

Notizie e immagini dal web

 

 


 
 

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