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27 maggio

Cronaca: La tragedia alla Saras

 

 

Tragedia alla Saras 

Tragedia alla Saras, operai in sciopero 'Lo stringevo, cercavo di tirarlo fuori'

 

martedì il drammatico incidente in cui hanno perso la vita tre operai

CAGLIARI - A Sarroch è il giorno del dolore. All'indomani

 del tragico incidente sul lavoro nella raffineria Saras, in cui hanno perso la vita tre operai,

 le autorità del piccolo comune cagliaritano e quelle di Villa San Pietro,

 il paese delle tre vittime, hanno proclamato tre giorni di lutto cittadino

 a partire da mercoledì. Tutto il petrolchimico sardo è fermo

per uno sciopero di otto ore proclamato da Cgil-Cisl-Uil,

che hanno indetto per la settimana prossima un'assemblea

 nello stabilimento per discutere di sicurezza e infortuni.

Un migliaio di persone sono in presidio dall'alba davanti

ai cancelli della Saras, su cui sono state legate tre rose rosse

e tre rose bianche per commemorare i tre operai deceduti.

Il giorno dei funerali (che non è stato ancora fissato, in attesa

dell'esame autoptico) ci saranno altre quattro ore di sciopero

per permettere ai lavoratori di partecipare al rito che si svolgerà

a Villa San Pietro, il piccolo paese confinante

con Sarroch dove vivevano le vittime.

Sono deceduti, l'uno per salvare l'altro, per asfissia,

 anche se non si esclude l'intossicazione da anidride solforosa.

Daniele Melis, di 29 anni, Luigi Solinas, di 27, e Bruno Muntoni, di 56,

erano tutti di Villa San Pietro, piccolo paese confinante con Sarroch.

 Muntoni era sposato e padre di tre figli.

da corriere.it

I rischi per la salute dovuti alla presenza della raffineria Saras nell'area di Sarroch

, vicino a Cagliari, erano stati denunciati in un film-documentario

proiettato a gennaio scorso. In "Oil", del regista Massimiliano Mazzotta,

 presentato anche a Cagliari, non solo un ricercatore metteva in relazione

decessi per tumore registrati nell'area con l'attivita' dello stabilimento della famiglia Moratti,

 ma si denunciavano anche rischi connessi al ricorso a ditte esterne.

 "Vanno al ribasso", raccontava un operaio, "la manodopera costa meno, turni massacranti e la sicurezza... ciao"

La Saras, che ha sempre assicurato di rispettare al massimo le norme di sicurezza
 nello stabilimento, presento' ricorso per chiedere il sequestro del film
al fine di verificare se danneggiasse l'immagine della raffineria.
Claudia Zuncheddu, medico e consigliere regionale interpellato nel video, parlo' di censura.
A fine mese e' fissata l'udienza in tribunale a Cagliari, davanti al giudice civile, sul ricorso per il sequestro.
SARAS: DUBBI SULLE CAUSE, ASFISSIA O GAS TOSSICI - Potrebbero essere morti per asfissia,
 quindi per mancanza di ossigeno nell'accumulatore in cui erano entrati,
 e non per esalazioni tossiche, i tre operai rimasti uccisi oggi
in un incidente sul lavoro nella raffineria Saras di Sarroch.
L'ha riferito il medico dell'impianto, il primo a prestare soccorso alle vittime,
 ad alcuni sindacalisti, secondo quanto riportato dalle stesse fonti sindacali.
L'accumulatore, destinato a contenere gasolio, non era attivo dal 1 maggio
per consentire la manutenzione, affidata a una ditta esterna, la Comesa di Sarroch,
di cui erano dipendenti i tre operai deceduti.
Qualche giorno fa - sempre secondo quanto riferito dai colleghi delle vittime
 e da fonti sindacali - il megaserbatoio era stato bonificato con azoto,
 attivita' che potrebbe aver ridotto la quantita' di ossigeno
 al punto da causare la morte dei lavoratori.
In una tragica catena che ha visto soccombere uno dietro
l'altro il primo operaio che aveva perso i sensi, quindi il secondo
 che era generosamente intervenuto in soccorso del collega e infine il terzo,
anch'egli prontamente intervenuto in soccorso degli altri due.
Ma la responsabile del Pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni di Dio,
 dove sono stati portati nel pomeriggio Gianluca Fazio,
 collega delle tre vittime sopravvissuto all'incidente, e Vincenzo Meloni,
un operaio che ha accusato un malore appresa la notizia,
 ha dichiarato che il primo potrebbe aver inalato anidride solforosa.
 Questa sostanza puo' uccidere per arresto cardiaco. Fazio,
che e' stato ricoverato in osservazione,
 sara' dimesso presto, ha riferito la dottoressa Rosanna Laconi.
L'asfissia sembra la causa piu' probabile, anche per l'impiego
dell'azoto nella bonifica dell'impianto dalla presenza di anidride solforosa,
 operazione che precede la manutenzione ordinaria affidata
 alla squadra di quattro operai esperti della Comesa.
"Sono morti per mille euro al mese", hanno gridato con rabbia
 alcuni dei circa 300 operai che dopo la notizia si sono radunati
davanti al cancello dello stabilimento. Ci vorra' qualche giorno
per chiarire con certezza cos'e' accaduto. Sono impegnati nelle indagini
 i carabinieri della compagnia di Cagliari, gli ispettori dell'Asl 8 e i vigili del fuoco.
 Sul posto sono arrivati anche il medico legale e il pm di turno Maria Grazia Manganiello
, oltre al prefetto Salvatore Gulotta. In serata sono arrivati
 anche i proprietari della raffineria, la piu' grande del Mediterraneo,
 Gian Marco e Massimo Moratti, rispettivamente presidente e amministratore delegato della Saras
I commenti
VENDOLA, VERGOGNOSO ATTEGGIAMENTO GOVERNO  - "Sinistra e Liberta' e' vicina alle famiglie
delle vittime di Sarroch in Sardegna. L'ennesimo incidente sul lavoro avvenuto oggi
 e' una sconfitta per l'intera comunita'.
E' una strage continua e insopportabile ed e' particolarmente vergognoso
 che mentre in Italia ci sono 1300 morti e migliaia di incidenti sul lavoro all'anno
 l'unico impegno del Governo e' quello di ridurre le sanzioni
e i controlli alle aziende", dichiara Nichi Vendola di Sinistra e Liberta'.
"Il mondo del lavoro vive oggi in una dimensione globale di precarieta'.
Bisogna reagire duramente e per questo occorre ricostruire la sinistra
anche per ridare al mondo del lavoro una rappresentanza.
E' necessario che tutti si assumano le proprie responsabilita'
 a partire dalle aziende a cui spetta il compito di fare rispettare
le leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Ma e' soprattutto necessaria - conclude Vendola - una rivoluzione
 che dia valore alla cultura della sicurezza, anche insegnandola nelle scuole,
e vanno intensificati i controlli anche in virtu' del fatto che molte attivita'
 vengono date in appalto allentando in questo modo gli standard di sicurezza.
Ormai i numeri ci parlano di una vera e propria guerra che va combattuta con tutti i mezzi".
CAPPELLACCI, CORDOGLIO A FAMIGLIE VITTIME - "Personalmente e a nome dell'intero Esecutivo regionale
sono profondamente addolorato per quanto accaduto oggi
negli stabilimenti della Saras. Desidero esprimere
il mio cordoglio e vicinanza alle famiglie degli operai deceduti
nel tragico incidente avvenuto nelle raffinerie di Sarroch".
L'ha dichiarato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci,
 accorso sul luogo dell'incidente nel pomeriggio. "Il problema del lavoro,
e della sicurezza nei luoghi di lavoro, e' prioritario nell'agenda politica regionale
 e nazionale. Occorre, percio', adottare tutte le misure necessarie perche'
 la cronaca non debba mai piu' registrare ed occuparsi di morti bianche.
 La Regione Sardegna si impegna affinche' i familiari di Gigi Solinas,
 Bruno Muntoni e Daniele Melis possano sentire la solidarieta' umana di tutti i sardi".
BERSANI, INTOLLERABILE SI MUOIA LAVORANDO - "C'e' chi perde il lavoro e c'e' chi perde la vita sul lavoro.
 Questa e' la realta' drammatica a cui ci richiama la tragedia di oggi alla Saras".
Lo ha dichiarato Pier Luigi Bersani, responsabile economico del Pd,
esprimendo cordoglio per la morte di tre operai
presso lo stabilimento della Saras di Cagliari. "Non possiamo che ripeterci:
e' intollerabile che si muoia lavorando. Quel che si e' fatto non basta, bisogna fare di piu'", ha aggiunto Bersani.
SCHIFANI, PROFONDO CORDOGLIO - Appresa la notizia della tragedia sul lavoro avvenuta
oggi in Sardegna, alla raffineria Saras di Sarroch, dove hanno perso la vita tre operai,
il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha inviato un messaggio
 al Prefetto di Cagliari pregandolo di esprimere alle famiglie
dei tre lavoratori il profondo cordoglio proprio personale
e quello dell'intera Assemblea di Palazzo Madama.
 AGNOLETTO (PRC), VALE PIU' PROFITTO DI VITA - "Non si possono piangere i morti
e allo stesso tempo continuare ad aiutare le aziende
che non tutelano la sicurezza dei lavoratori". Lo dice Vittorio Agnoletto,
 capolista Prc alle europee, che aggiunge: "Esprimo le condoglianze
 ai famigliari dei tre operai morti alla raffineria Saras di Cagliari.
 Quanto accaduto non puo' essere considerato come un singolo,
 tragico episodio, ma e' l'ennesima conseguenza di una logica produttiva
e padronale che per massimizzare il profitto e' disposta a rischiare vite umane.
Il governo e' responsabile di tutte queste situazioni per aver bloccato,
modificato e sabotato il testo unico sulla sicurezza".
FERRERO, PER GOVERNO VITA OPERAI NON VALE - "Il primo pensiero naturalmente e' di cordoglio
 per le famiglie. Detto questo, e' evidente che l'impegno sulla sicurezza nei posti di lavoro non ha la centralita'
 che dovrebbe avere come e' evidente il fatto che il governo
 stia continuamente riproponendo provvedimenti e modifiche della legge
sulla sicurezza sul lavoro che vanno nella direzione delle depenalizzazioni
 dei datori di lavoro". Lo afferma il segretario del Prc,
Paolo Ferrero, che aggiunge: "Non a caso, Berlusconi
 e i suoi ministri hanno lavorato concretamente per smantellare
il Testo unico sulla sicurezza varato piu' di un anno fa dal governo Prodi.
 Tutti fatti che evidentemente incentivano a continuare
 a ritenere che la vita dei lavoratori sia un fattore secondario
dentro i bilanci delle aziende e non il primo bene da tutelare, nei luoghi di lavoro".
FAVA, PREMIER TACE SU SICUREZZA LAVORO - "In Italia gli omicidi bianchi
stanno crescendo vertiginosamente ma questa e' l'unica sicurezza di cui il governo
non ha il pudore di parlare". E' il commento di Claudio Fava,
 a nome di Sinistra e Liberta', alle nuove morti sui luoghi di lavoro avvenute oggi a Cagliari.
IL CORDOGLIO DI FRANCESCHINI - "Il tragico incidente avvenuto negli stabilimenti della Saras
 ci colpisce duramente. A nome mio e di tutto il Partito democratico
esprimo profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie
degli operai morti nell'incidente. Perdere la vita esercitando
un proprio diritto e' una cosa inaccettabile: ora e' necessario
che sia accertata con rapidita' la causa e le eventuali responsabilita'.
 Quanto accaduto deve spingere a tenere alta la guardia sulla sicurezza
sul lavoro che deve essere un tema sempre
al centro dell'attenzione della politica e del legislatore.
 Soprattutto oggi, quando la morsa della crisi si fa sentire
 con maggior forza e cresce il rischio di uno scambio
tra le tutele sul lavoro con la possibilita' di lavorare,
e' necessario chiedere a gran voce piu' controlli e piu' rigore".
E' quanto afferma in una nota il segretario del Pd, Dario Franceschini
FINI, QUESTIONE RESTA DRAMMATICA - "La questione della sicurezza sui posti di lavoro r
imane drammaticamente ancora aperta, soprattutto per determinate categorie
maggiormente a rischio". Il presidente della Camera, Gianfranco Fini,
 aveva appena pronunciato queste parole al convegno
 'Il lavoro che cambia' a Montecitorio, quando e' giunta
la tragica notizia della morte di tre operai dello stabilimento della Saras di Cagliari.
 "Apprendiamo - ha detto Fini prendendo nuovamente la parola
- dell'ennesima tragica notizia . Si tratta, secondo le prime ricostruzioni,
 di tre lavoratori che stavano lavorando in un ambiente chiuso,
 saturato da esalazioni. Credo sia doveroso per tutti alzarsi
in piedi e commemorarli come si deve".  
da clandestinoweb.com
 

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