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Fabrizio Moro – Pensa Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine Appunti di una vita dal valore inestimabile Insostituibili perché hanno denunciato il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra di faide e di famiglie sparse come tante biglie su un isola di sangue che fra tante meraviglie fra limoni e fra conchiglie… massacra figli e figlie di una generazione costretta a non guardare a parlare a bassa voce a spegnere la luce a commententare in pace ogni pallottola nell’aria ogni cadavere in un fosso Ci sono stati uomini che passo dopo passo hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno con dedizione contro un’istituzione organizzata cosa nostra… cosa vostra… cos’è vostro? è nostra… la libertà di dire che gli occhi sono fatti per guardare La bocca per parlare le orecchie ascoltano… Non solo musica non solo musica La testa si gira e aggiusta la mira ragiona A volte condanna a volte perdona Semplicemente Pensa prima di sparare Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare Pensa che puoi decidere tu Resta un attimo soltanto un attimo di più Con la testa fra le mani Ci sono stati uomini che sono morti giovani Ma consapevoli che le loro idee Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole Intatte e reali come piccoli miracoli Idee di uguaglianza idee di educazione Contro ogni uomo che eserciti oppressione Contro ogni suo simile contro chi è più debole Contro chi sotterra la coscienza nel cemento Pensa prima di sparare Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare Pensa che puoi decidere tu Resta un attimo soltanto un attimo di più Con la testa fra le mani Ci sono stati uomini che hanno continuato Nonostante intorno fosse [tutto bruciato Perché in fondo questa vita non ha significato Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato Gli uomini passano e passa una canzone Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione Che la giustizia no… non è solo un’illusione Pensa prima di sparare Pensa prima dì dire e di giudicare prova a pensare Pensa che puoi decidere tu Resta un attimo soltanto un attimo di più Con la testa fra le mani Pensa.

Un uomo fa quello che è suo dovere fare,
quali che siano le conseguenze personali,
quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana"
(Frase di J.F.Kennedy, che Giovanni Falcone amava ripetere)

guarda
http://www.youtube.com/watch?v=Akwxs1pXiVE&feature=related
"Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere,
qualunque sia il sacrificio da sopportare,
costi quel che costi, perché è
in ciò che sta l'essenza della dignità umana." di Giovanni Falcone.


Antonio Montinaro, 30 anni
· Vito Schifani, 27 anni
· Rocco Di Cillo, 30 anni
· Francesca Morvillo, 47 anni
· Giovanni Falcone, 53 anni

Prima di Falcone c'era Chinnici, e prima di Chinnici Terranova e Costa.
Dopo Falcone venne Borsellino. Tutti questi uomini, individualmente considerati,
non erano eguali fra loro. Commisero a volte degli errori, ciascuno i suoi;
non furono infallibili, né - ciascuno a suo modo - privi di debolezze umane.
Ma tutti insieme servirono come pochissimi prima di loro la causa dei siciliani.
Succedettero l’uno all’altro senza esitazione alcuna, inghiottendo le lacrime e il timore,
prendendo senz’indugio il posto del compagno morto. Ebbero il coraggio eroico delle battaglie
e quello, ancor più grande, del comune dovere d’ogni giorno. Insegnarono coi fatti la dignità della vita.

Sono le 17,48 quando su una pista dell'aeroporto di Punta Raisi atterra un jet del Sisde,
un aereo dei servizi segreti partito dall'aeroporto romano di Ciampino alle ore 16,40.
Sopra c'è Giovanni Falcone con sua moglie Francesca. E sulla pista ci sono tre auto che lo aspettano
E sulla pista ci sono tre auto che lo aspettano. Una Croma marrone, una Croma bianca,
una Croma azzurra. E' la sua scorta, erano stati raggruppati dal capo della mobile
Arnaldo La Barbera. Una squadra affiatatissima che aveva il compito
di sorvegliare Falcone dopo il fallito attentato del 1989
davanti la villa del magistrato sul litorale dell'Addaura.
La solita scorta con Antonio, Antonio Montinaro,
agente scelto della squadra mobile che, appena vede il "suo" giudice
scendere dalla scaletta, infila la mano destra sotto il giubbotto
per controllare la pistola.Tutto sembra tranquillo...
La Croma marrone è davanti. Guida Vito Schifani, accanto c'è Antonio,
dietro Rocco Di Cillo. E corre, la Croma marrone corre seguita
da altre due Croma, quella bianca e quella azzurra. Sulla prima
c'è il giudice che guida, accanto c'è Francesca Morvillo,
sua moglie, anche lei magistrato. Dietro l'autista giudiziario,
Giuseppe Costanza, dal 1984 con Falcone, che era solito guidare
soltanto quando viaggiava insieme alla moglie. E altri tre sulla
Croma azzurra, Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo.
Un minuto, due minuti, la campagna siciliana, l'autostrada, l'aeroporto
che si allontana, quattro minuti, cinque minuti.
Ore 17,59, autostrada Trapani-Palermo. Investita dall'esplosione
la Croma marrone non c'è più. La Croma bianca è seriamente danneggiata,
si salverà Giuseppe Costanza che sedeva sui sedili posteriori. La terza, quella azzurra,
è un ammasso di ferri vecchi, ma dentro i tre agenti sono vivi, feriti ma vivi.

Capaci di ricordare....
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