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23 aprile

Aprile mese della prevenzione alcologica

 
 
 
Aprile mese della prevenzione alcologica

Le bevande alcoliche sono dannose quanto il fumo o la pressione alta:

L’alcol fa male alla salute almeno quanto il fumo o la pressione alta.

 E’ l’allarme lanciato da un pool di ricercatori di caratura internazionale

(tra cui ricercatori svizzeri, nordamericani, canadesi, svedesi)

che hanno condotto uno studio pubblicato su The Lancet. Secondo quanto

dichiarato da uno dei responsabili della ricerca, il professor Robin Room del

 Centre for Social Research on Alcohol and Drugs della Stockholm University,

 l’alcol è stato individuato come fattore di rischio in ben sessanta differenti patologie.

 Il 4% del complesso di tutte le malattie globali è, inoltre, imputabile al consumo di alcol:

un dato rilevante se si considera che il fumo è responsabile del 4,1% e l’ipertensione arteriosa del 4,4% di esse.
L’abuso di bevande alcoliche sarebbe co-responsabile di
cancro al cavo orale,

 al fegato, al seno, di infarti e di ictus, di cirrosi epatica,

ma anche di incidenti stradali mortali, avvelenamenti, suicidi ed omicidi.
Insomma, una carneficina potrebbe essere evitata, secondo i ricercatori,

 se solo i governi decidessero di affrontare il problema.
Nel Regno Unito, ad esempio, limitare le ore della giornata in cui è possibile

servire alcolici nei locali o venderli nei negozi potrebbe far diminuire il numero di persone

 la cui salute viene danneggiata dall’abuso di bevande alcoliche.
Come spiegato dal professor Room, inoltre, “vi sono le prove che se si alza il prezzo

 delle bevande alcoliche del 10%, si ottiene un decremento dei decessi

provocati dalla cirrosi epatica del 7% negli uomini e dell’8,3% nella popolazione femminile”.

 
 
 
 

5.700 morti, 900 mila feriti, oltre tre milioni e mezzo di incidenti:

i dati delle assicurazioni svelano il massacro quotidiano che avviene sulle strade

Vedi la macchina accartocciata contro il guard rail, i lampeggianti delle ambulanze
e i poliziotti a capo chino, e subito intuisci com'è andata.
 È l'ennesimo bagno di sangue del sabato sera, che il lunedì poi si riduce a una statistica.
 Come quelle Istat, secondo cui ogni dieci anni scompare un'intera città
delle dimensioni di Pordenone, Legnano o Avellino.
 Eppure le cifre ufficiali non sono che la punta dell'iceberg: la realtà è più grave.
 I numeri choc de 'L'espresso' rivelano come le nostre strade
siano ancor più pericolose di quanto si conosca, per numero di incidenti,
 morti e feriti. Una strage nascosta che colpisce dove
e quando non ce lo aspettiamo, falciando soprattutto i più giovani e i più deboli.


NUMERI CHOC:
Tutti i dati, le tabelle e le mappe degli incidenti stradali

Come stiano veramente le cose lo spiega la Fondazione per la sicurezza stradale dell'Ania,
l'associazione delle compagnie assicurative, che di incidenti nel 2007 ne conta quasi tre milioni e 700 mila.
Non il doppio, ma 16 volte più di quelli censiti ufficialmente:
il contatore dell'Istituto nazionale di statistica si ferma appena a 230 mila,
 ossia solo dove c'è stato l'intervento di carabinieri e polizia.
 I danni dovuti a tamponamenti e scontri frontali sono enormi.
Ma il prezzo in vite umane è sconvolgente. "Pure il conto delle vittime è sottostimato",
 sostiene Franco Taggi dell'Istituto superiore di sanità: "In media il 10 per cento
 dei decessi sfugge alle statistiche". Il che significa 600 morti in più rispetto ai 5.131
 noti finora: il valore più alto nell'Unione dopo la Polonia. Anche qui l'Istat
non riesce a fotografare il fenomeno, perché segue il destino dei feriti solo per un mese,
 mentre gli effetti degli incidenti uccidono anche più tardi.

Le ferite che restano Sui feriti, poi, il salto lascia sbalorditi.
 Triplicano, arrivando poco al di sotto del milione, dai 325 mila di partenza.
 Di loro, 15 mila sono invalidi permanenti: i segni dello scontro se li porteranno
addosso per sempre, uno degli aspetti più drammatici e dimenticati di un bilancio
che grava sulle famiglie e sullo Stato. I costi sociali - spese sanitarie e burocratiche,
 il danno morale e quello fisico, nonché tutto il lavoro che caduti e sopravvissuti
non potranno più svolgere - rappresentano nell'insieme un ammanco imponente
 che solo nel 2007, per la Fondazione Ania, tocca i 30 miliardi di euro
(cioè il 2 per cento della ricchezza che produciamo ogni anno).


Le vittime più deboli Fra quelli che in Italia le bravate al volante
 le hanno pagate con la vita c'è stato pure l'equivalente di un'intera scuola:
 in un anno sono morti 130 bambini, secondo la stima dell'Aci.
Non garantire la sicurezza dei più piccoli ci condanna alla vergogna in Europa,
 dove negli ultimi dieci anni siamo stati i peggiori. Perché il nostro non è certo un Paese per ragazzini.
 E tanto meno per vecchi, soprattutto quelli che in giro ci vanno a piedi.
Fra i pedoni, infatti, sono gli anziani i più vulnerabili: e costituiscono oltre la metà
di chi ci rimette la pelle e il 30 per cento dei feriti.
 In particolare, la fascia d'età compresa fra i 75 e i 79 anni è quella più a rischio.
 Quando però l'anziano dal marciapiede sale al volante,
 ecco che a rischio ci mette pure gli altri. Tant'è vero che, in un'audizione parlamentare,
 la Fondazione Ania ha sentito di dover raccomandare maggiori controlli
sulle loro condizioni di salute. Nel 2007, ad esempio, in Italia sono morti 626 guidatori con più di settant'anni.

Weekend killer Molti altri invece non ce l'hanno neppure,
 il tempo di invecchiare. Perché un terzo delle vittime delle corse sfrenate sono proprio i giovani.
Colpa, spesso, della diffusione di alcol e droga, e questo in misura di gran lunga superiore
 a quanto non venga detto. Uno su tre si schianta in preda all'ebbrezza,
denuncia l'Istituto superiore di sanità, contro lo scarno 2 per cento riportato dall'Istat.
 "Il fatto è che ad esempio a chi muore non sempre si fa l'autopsia,
e anche allora non è detto venga misurato il tasso alcolemico", spiega Taggi.
 Ed è triste ma vero che per molti di loro la propria storia si conclude
sulla carreggiata in un fine settimana qualsiasi: il 35 per cento delle vittime
della strada si concentra nei due giorni festivi. Oltre a quella dei weekend,
di strage ce n'è un'altra di cui non si parla mai, forse perché meno appariscente.
Tuttavia nel 2007 ha fatto oltre un migliaio di vittime tra la folla di chi semplicemente
torna a casa dopo una giornata di lavoro, nella fascia oraria fra le 5 e le 7 di sera.
 Quasi 70 mila inoltre i feriti lasciati sul campo dall'esercito di pendolari che rincasa.
Di paragoni per rendere l'enormità di questa strage a puntate ne sono stati fatti tanti:
due volte il crollo delle Torri gemelle, 20 volte il terremoto in Abruzzo.
 Il fatto è che la patente è un porto d'armi, e dalle nostre parti le automobili lasciano
 più morti sull'asfalto dei rumorosi omicidi: il 79 per cento delle morti traumatiche
contro meno di quel 10 per cento di vittime delle pallottole.
"Il parallelo fra un'arma e una macchina non è poi così azzardato",
argomenta Giordano Biserni, presidente dell'Asaps, gli amici della stradale:
"Anche se fra una vettura e una pistola c'è una fondamentale differenza:
 la prima la sanno usare tutti, la seconda no. A una certa distanza,
tra un auto in arrivo e un proiettile, datemi la pallottola.
Perché il tiratore più è scarso e più è facile che ti manchi. Il conducente più è scarso,
più è facile che ti prenda in pieno". E nella maggior parte dei casi,
 anche solo a 50 chilometri orari il risultato è comunque lo stesso. Si muore.
da
L'Espresso

di Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli

 

 

COS’E` L’ALCOL

L'alcol etilico è una sostanza con proprietà psico - attive
contenuta a concentrazioni differenti i
n diversi tipi di bevande che si ottiene per :
- fermentazione naturale: dalla spremitura dell'uva
e di numerosi cereali si ottiene un liquido contenente elevate
quantità di zuccheri (glucosio) che per azione dei fermenti
 vengono trasformati in alcol etilico
(non possono avere più di 16 gradi).
 Dalla fermentazione dell'uva si ottiene il vino,
dal luppolo, malto, orzo mescolato con altri cereali
si ottiene la birra, dalle mele e pere si ottiene il sidro,
da una miscela di acqua e miele si ottiene l'idromele.
- Per distillazione: il processo di distillazione
consiste nell'estrazione, mediante calore,
dell'acqua dai liquidi precedentemente fermentati
(le bevande così ottenute sono anche dette super alcolici ed hanno dai 40 ai 50 gradi).
 Dal vino si ottiene il brandy, dal sidro il calvados, dalle ciliegie il kirsch, dai cereali il gin,
 il whisky e la vodka, dalla melassa il rhum. I liquori o digestivi: sono miscugli di alcol
più o meno diluito con essenze o estratti di piante aromatiche con aggiunta di zucchero o di altri dolcificanti.
 
 
 
 
L'ALCOL E' UNA DROGA
L'OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) include l'alcol tra le droghe
 perchè ogni sostanza che:
  • potere psicoattivo : altera il funzionamento del sistema nervoso
  • da dipendenza psichica: bisogno di assumere la sostanza
  • da dipendenza fisica: la sua mancanza provoca
  •  disturbi fisici e psichici (sindrome di astinenza)
  • dà assuefazione: per ottenere lo stesso effetto bisogna aumentare le dosi



COME VIENE ASSORBITO L’ALCOL

Il viaggio dell'alcol nel nostro corpo inizia
dal tubo digerente dove viene assorbito totalmente e rapidamente
soprattutto dall'intestino tenue (ma anche dal cavo orale,
 dallo stomaco, dal colon e dal retto) per passare poi al sangue.
 L'alcol si diffonde con grande facilità in tutto l'organismo
 (è solubile sia nei grassi che nell'acqua).
Gli organi interessati per primi dopo 10-15 minuti
sono il fegato, il cervello, il cuore ed i reni.
Dopo un'ora sono interessati muscoli e tessuto adiposo.
 Quest'ultimo costituisce una potente trappola per l'alcol;
 le persone grasse hanno maggiore capacità di assorbire l'alcol,
 ma ciò significa che l'alcol rimane più a lungo
 nel loro organismo perché fa fatica a liberarsi dalla trappola.
Al fegato arriva e viene trasformato circa il 90-95% dell'alcol bevuto,
 il restante 10% viene eliminato senza subire modificazioni
attraverso le urine ed i polmoni.
Ma più aumenta l'introduzione di alcol,
più il fegato è costretto ad un superlavoro, fatto
che favorisce il progressivo danneggiamento

L'eliminazione dell'alcol

La velocità di eliminazione dell'alcol è di 0,15 grammi per litro di sangue in un ora.
 Ciò significa, ad esempio, che con un'alcolemia di 0,60 g/l occorrono circa 4 ore
 per ottenere la completa eliminazione dell'alcol ingerito
 (una tale alcolemia viene raggiunta ingerendo circa due birre medie o tre bicchieri di vino).
Nota: il freddo e lo sforzo fisico non accelerano l'eliminazione dell'alcol;
un caffè forte, una doccia fredda o il contatto con l'aria fresca
non possono modificare la velocità di smaltimento dell'alcol da parte del fegato.




GLI EFFETTI DELL`ALCOL

L'alcol ha una funzione diretta
sul sistema nervoso centrale
e può determinare tolleranza
 (progressiva abitudine a sopportare
dosi sempre maggiori) e poi una vera
e propria dipendenza .
Gli effetti dell'assunzione
di bevande alcoliche sull'organismo variano
 da persona a persona a seconda
 del grado di tolleranza individuale
e da una serie di altri fattori
tra cui l'assunzione di farmaci , il pasto,
il tipo di bevande alcoliche assunte ecc..

A seconda della quantità di alcol introdotta
 si determina:

fase eccitatoria caratterizzata
da disinibizione, espansività, senso di euforia,
 iperattività, ridotto autocontrollo,
minore capacità di critica e di giudizio,
discorsi senza senso e irritabilità,
 alterazione dei tempi di reazione,
 della memoria e dell'attenzione.

A dosi ancora maggiori si verificano

Incoordinazione con impaccio
 nei movimenti e tremori, frasi incoerenti,
 torpore, confusione, visione doppia,
udito ridotto, vertigine, vomito ecc..

Per bevute massicce,
non infrequenti tra i giovani specialmente nei week-end, si può arrivare a:
Stato di coma, cioè stato di confusione fino a sonno profondo, respiro rallentato,
 muscoli flaccidi, riflessi deboli, collasso e, a volte, morte per arresto respiratorio.








Bibliografia

  1. "Alcol meno e meglio" opuscolo della Provincia Autonoma di Bolzano
  2. Bateson "La cibernetica dell'io: una teoria dell'alcolismo" 
  3. Il tuo bere e la tua salute" CSDPA Trento 
  4. G. Guelfi "Effetti dell'uso di sostanze psicoattive e della tossicodipendenza sulla personalità" 
  5. Brown "Alcolismo una terapia multidimensionale e recupero" 
  6. P. Watzlawick "Pragmatica della comunicazione umana"

 

  1. Tabella per la stima delle quantità di bevande alcoliche
  2. che determinano il superamento del tasso alcolemico legale per la guida in stato di ebrezza.
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Notizie e immagini dal web

 

 

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