Ragusa, bimbo muore aggredito
da un branco di cani.
Arrestato custode
E 'accusato, tra l'altro,
di concorso in omicidio colposo
Feriti anche un altro ragazzino di 9 anni e un uomo
RAGUSA (15 marzo) - Hanno seminato panico e morte
in diverse località del Ragusano. Prima hanno ferito un quarantenne
, poi, gravemente, un ragazzino di 9 anni, salvato grazie all'intervento
di un passante. Infine, a Modica, hanno accerchiato
e fatto cadere dalla bici un bimbo di 10 anni,
Giuseppe. Il suo corpicino è stato dilaniato.
Il branco di 15 cani è stato catturato dai carabinieri
in collaborazione con la polizia veterinaria.
Gli animali potrebbero essere abbattuti
su disposizione della Procura della Repubblica.
In passato si sarebbero resi protagonisti
di altre aggressioni, che hanno avuto esiti meno drammatici.
Nella scorsa estate alcuni turisti denunciarono
di essere stati morsi da cani randagi.
Arrestato il custode dei cani. I carabinieri della compagnia di Modica
hanno arrestato l'uomo che aveva avuto in custodia giudiziale
dalla locale Procura della Repubblica il branco di cani.
I reati contestati a Virgilio Giglio, 45 anni, incensurato,
sono omessa custodia, concorso in omicidio colposo,
malgoverno di animali e resistenza a pubblico ufficiale.
La vittima. I carabinieri, dopo aver saputo
delle prime due aggressioni, hanno setacciato la zona
e si sono imbattuti nel branco che si stava scagliando contro il bibmo.
Sono riusciti a fare allontanare i cani. hanno portato
il bambino all'ospedale Maggiore di Modica,
dove è stato chiesto l'intervento di un elicottero del 118
per trasferirle il bimbo all'ospedale Cannizzaro di Catania,
ma Giuseppe è morto prima che l'elicottero si alzasse in volo.
Il bambino salvato da un passante. «L'ho visto aggredito dai cani
e ho buttato contro gli animali dei piccoli massi,
delle pietre per allontanarli. Poi facendomi scudo
con la mia bici mi sono avvicinato al bambino l'ho tirato
su e l'ho portato al riparo. Poi ho chiamato i soccorsi».
E ' la testimonianza di un uomo che racconta come ha salvato
il bimbo di nove anni aggredito a Scicli dal branco.
Anche lui era in bicicletta. Il piccolo è ricoverato nel reparto
di Pediatria dell'ospedale Maggiore di Modica.
Sulla vicenda è intervenuto l'Ente nazionale protezione animale
con la sua presidente, Carla Rocchi, che esprime
«dolore e sgomento per la disgrazia». Secondo l'Enpa il fenomeno
del randagismo è «statisticamente più vasto dove mancano
piani di sterilizzazione e progetti di contenimento».
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| Il luogo dove è avvenuta l'aggressione contro il bambino di 10 anni (Ansa) |
Associazione
Difesa Animali e Ambiente:
1.600 Comuni
irregolari su randagi
ROMA (15 marzo) - L'Associazione italiana Difesa Animali ed Ambiente
(Aidaa) ricorda come «la legge parli chiaro: i Comuni
dovrebbero provvedere al servizio di cattura dei cani randagi
e alla realizzazione di canili comunali. Nonostante ciò,
sono ancora più di 1600 i Comuni italiani che sistematicamente
disattendono l'applicazione della legge 281».
«Non abbattete i cani». Aidaa si dichiara «vicina»
alla famiglia della piccola vittima e augura
una pronta guarigione ai due feriti. E chiede che
«in attesa della ricostruzione di quanto accaduto,
i cani non siano abbattuti ma siano sottoposti a controlli
da parte delle autorità veterinarie volte al loro recupero.
Non è uccidendo i cani o avviando l'ennesima caccia grossa
contro i cani selvatici che si affronta e risolve il problema
- afferma il presidente Aidaa Lorenzo Croce
- perché in Italia ci sono 450 mila cani randagi liberi,
concentrati prevalentemente nelle regioni del Sud;
e ad oggi il governo, nonostante gli annunci dei mesi scorsi,
ha tagliato di oltre 2 milioni di euro i fondi annuali
per lotta al randagismo. Occorre che le autorità facciano
in modo di imporre ai Comuni l'applicazione della legge
o che in alternativa vengano sanzionati penalmente
i responsabili della mancata applicazione».
il piccolo di 9 anni ferito
È sotto choc e non parla
«Aggressioni di cani, mancano le leggi»
Denuncia del sindaco di Scicli dopo morte del bambino.
Il sottosegretario alla Salute: «Inattività colpevole»
RAGUSA - Il giorno dopo la morte di Giuseppe Brafa, 10 anni,
aggredito da un branco di cani randagi nel Ragusano,
le polemiche e la richiesta di provvedimenti concreti
parte dalla Sicilia e arriva a Roma. Il sindaco di Scicli
Giovanni Venticinque parla di «tragedia annunciata»
e denuncia sia il vuoto legislativo che non consente
di abbattere cani ritenuti pericolosi, sia la mancanza di fondi
per rispettare la legge che impone a tutti i Comuni di avere un canile.
«INATTIVITÀ DEI SINDACI» - Il sottosegretario alla Salute
Francesca Martini ha chiesto un incontro con l'assessore siciliano
alla Sanità, Russo. «Da quando mi sono insediata
denuncio l'inattività colpevole dei sindaci del centro-sud»
dice Martini, sottolineando che «il randagismo
è un problema gravissimo di salute e incolumità pubblica
e che i mancati investimenti di risorse destinate alla raccolta,
alla "chippatura" e al ricovero degli animali vaganti
sta diventando un fenomeno altrettanto grave.
La Sicilia è ampiamente nota per fatti gravissimi
non solo di randagismo, ma anche per di maltrattamento sugli animali».
Era stata l'Associazione dei veterinari a chiedere
l'intervento del ministero e la creazione di un tavolo
di coordinamento con le strutture private.
«Il randagismo è un'emergenza nazionale»
scrive in una nota il presidente Carlo Scotti, sottolineando
che «la tragedia di Modica si poteva evitare».
Scotti parla di «eccesso di delega alle amministrazioni territoriali
al quale si può rimediare solo con una gestione uniforme
e omogenea che coinvolga tutti gli attori della prevenzione
veterinaria e del controllo della popolazione canina»
.
ABBATTIMENTO - «C'è l'assenza di leggi e, se ci sono,
sono superficiali - accusa il sindaco Venticinque -.
Cominciamo a preventivare l'abbattimento degli animali,
qualora si ritengano pericolosi. Questa possibilità non esiste in Italia.
Non erano cani randagi, ma erano affidati dalla Procura di Modica
a un privato cittadino, un animalista convinto che li teneva.
Le ultime segnalazioni risalivano allo scorso agosto,
da allora nessun'altra segnalazione. Avevamo affidato tutto alla Procura,
toccava alle forze dell'ordine intervenire, per noi non era più un problema.
I cani inoltre stavano in una recinzione, non erano in balia di loro stessi».
NESSUN CANILE - Il sindaco ha ammesso di non essere
in regola con la legge che impone ai Comuni di avere un canile.
Per questo i 50 cani, dopo l'aggressione a una turista l'estate scorsa,
erano stati affidati al privato. «Siamo indietro anni luce,
stiamo cercando di costruire una struttura, ma abbiamo
solo 15mila euro all'anno in bilancio per le società
che chiamiamo per portare i cani in canile. Il governo
dia soldi per obbligare e mettere in condizioni le amministrazioni a costruirli».
LUTTO CITTADINO - I funerali di Giuseppe Brafa
si terranno martedì alle 15 nella chiesa di San Giorgio a Modica
e il sindaco Antonello Buscema ha proclamato il lutto cittadino.
«La tragica e assurda morte del piccolo Giuseppe
è un evento luttuoso che addolora la nostra comunità
- si legge nella nota del primo cittadino -. Siano vicini e solidali
nel dolore alla famiglia e continuiamo a chiederci
se tutti i provvedimenti necessari siano stati attivati
per evitare che ancora oggi possano accadere simili tragedie».
Annullate le iniziative culturali e di intrattenimento
in programma martedì a Modica.
BAMBINO SOTTO CHOC - Oltre al bambino di 10 anni,
domenica sono stati aggrediti dallo stesso branco un uomo
di 47 anni (medicato e subito dimesso) e un piccolo di 9 anni,
soccorso da un passante. Quest'ultimo è ricoverato nel reparto
di pediatria dell'ospedale Maggiore di Modica
con una prognosi di venti giorni. Le sue condizioni
sono stazionarie, ma è sotto choc e non parla.
Un blocco psicologico, ipotizzano i medici,
legato a una crisi di panico per l'aggressione.
OTTANTA CANI - Il custode dei cani intanto è stato arrestato:
è Virgilio Giglio, 62 anni. Gli animali responsabili delle tre aggressioni
sono stati catturati dai carabinieri e verosimilmente saranno abbattuti.
Giglio era stato incaricato della custodia dei randagi
dalla Procura di Modica, in assenza di un canile nella zona.
Doveva nutrirli e tenerli sotto controllo,
ma evidentemente non ha ottemperato al compito assegnato.
Quando i carabinieri sono andati a prenderlo,
si è barricato in casa e ha aizzato contro i militari una decina di animali.
«All’interno del recinto ne abbiamo trovati circa ottanta»
ha detto il capitano dei carabinieri di Modica Alessandro Loddo.
Le accuse per Giglio sono di concorso in omicidio colposo,
malversazione di animali, omessa custodia e resistenza a pubblico ufficiale.
Da tempo gli abitanti della zona avevano segnalato
la presenza di animali allo stato brado
e nei mesi scorsi c'erano già state aggressioni e conseguenti denunce.
I veterinari dicono che i cani randagi delle grandi città
sono diventati animali molto più intelligenti.
Le grandi città trasformano i cani abbandonati in combattenti brutali
e ben organizzati. Solo gli animali più intelligenti e più forti
possono sopravvivere in un'area metropolitana.
Guarda il video. (TG2 Dossier)