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Le "mimose
L'Italia è ormai il primo paese in Europa per il più alto numero
di donne infibulate. Tra le 20 e le 30 mila donne immigrate hanno
subito una mutilazione genitale e circa 5 mila bambine rischiano la stessa sorte.
(…) Il primo rapporto sull' infibulazione in Italia ha esaminato
il caso di 147 donne di cui 27 ha subito l'infibulazione,
che è l'escissione di parte o di tutti i genitali esterni
e il restringimento dell'apertura vaginale,
34 è stata sottoposta all'escissione del clitoride
con asportazione parziale o totale delle piccole labbra,
mentre su 86 è stata praticata l'escissione del prepuzio
con asportazione parziale o totale della clitoride.
Sono queste, secondo la classificazione mondiale della sanità,
le tre forme più diffuse di mutilazione sessuale genitale
a cui sono state sottoposte 130 milioni di donne
in tutto il mondo, mentre si calcola che ogni anno due milioni di donne subiscono questa pratica.
(http://alessiaguidi.provocation.net)
Il dato più scioccante, come ha sottolineato la ministra delle pari opportunità Pollastrini,
sta nella violenza fisica e sessuale subita soprattutto in casa e che colpisce in Italia
una donna su tre, secondo i dati presentati dalla ginecologa Alessandra Kustermann,
del Centro soccorso Milano. Circa il 65% ha subito abusi e il 59%
ha assistito a quelli sulla propria madre. Ma il 96% non denuncia.
Nel bel paese c'è un omicidio in famiglia ogni due giorni e in sette casi su dieci la vittima è donna
.(http://donneriv.blogspot.com)
Oltre 2 milioni di donne italiane sono perseguitate dagli ex partner.
Lo rileva un'indagine dell'Istat sulla violenza alle donne commissionata dal ministero dei Diritti e delle Pari opportunità.
Il 18,8% delle 2.077.000 donne perseguitate (tecnicamente si chiama «stalking»),
sono spaventate dal partner al momento della separazione o dopo la separazione.
Tra le donne che hanno subito lo stalking, il 68,5% dei partner
ha cercato insistentemente di parlare con la donna contro la sua volontà,
il 61,8% ha chiesto ripetutamente appuntamenti per incontrarla,
il 57% l'ha aspettata fuori casa, a scuola o al lavoro, il 55,4%
le ha inviato messaggi, telefonate, email, lettere o regali indesiderati, il 40,8% l'ha seguita o spiata
.(http://www.corriere.it/)
La povertà delle donne, a livello mondiale ha la sua prima causa nella disoccupazione.
Il tasso di occupazione femminile in Italia è attualmente pari al 46,3 %, uno dei più bassi di Europa.
Nonostante le donne laureate in Italia siano numericamente superiori ai loro compagni maschi
- su 161.445 studenti che hanno conseguito una laurea di primo livello nel 2006,
il 57,3% erano donne – a ciò non corrisponde una maggior occupazione.
Drammatico, poi, è il dato che attesta a circa 10 milioni il numero delle donne
in età lavorativa, contro i cinque maschili, che hanno rinunciato
a cercare un impiego (fonte Isfol 2007). In seguito alla maternità una donna su nove
in Italia esce dal mercato del lavoro. Le differenze salariali, nel nostro paese sono cospicue:
in generale si registra un 22% in meno per le lavoratrici dipendenti
e un 27% in meno per quelle autonome rispetto ai colleghi maschi.
(http://www.umbrialeft.it)
Sono tra 50mila e 70mila le prostitute in Italia, secondo quanto rivela
una delle ultime indagini conoscitive. Di queste, circa 25 mila sarebbero immigrate e 2mila minorenni;
oltre 2mila il numero delle donne ridotte in schiavitu' e poi costrette a prostituirsi.
Il 65% delle prostitute, pari a circa 30mila donne, lavora in strada, il 29,1% in albergo.
Le altre ricevono i clienti in 'case' d'appuntamenti. Il 94,2% delle prostitute sono donne,
il 5% sono transessuali, lo 0,8% sono travestiti. Il 59% delle prostitute straniere arriva dalla Nigeria,
il 14,1% dall'Albania, il 10% dalla ex Jugoslavia, l'8,1% dal Sud America il 3,6% dal Nord Africa.
Allarmanti i dati che riguardano l'uso del profilattico: a fronte di un 12% di prostitute sieropositive,
sono l'80% i clienti che chiedono espressamente di avere rapporti senza preservativo.
Vengono accontentati, pero', solo il 43% delle volte. I clienti sono circa 9 milioni,
di cui il 4% ha meno di 18 anni, mentre il 21,4 % ha tra i 19 e i 25 anni.
Il 16% della clientela e' composta da militari, mentre gli altri sono prevalentemente impiegati,
professionisti e commercianti. In una settimana sono 30, in media, i clienti per ogni prostituta(http://www.vita.it)
Nel mondo, ogni 8 minuti, viene uccisa una donna. Il dato è emerso da un'indagine
relativa all'anno al 2003 presentata da Josè Sanmartin, direttore del centro spagnolo
per lo studio della violenza Santa Sofia, oggi a San Rossore il cui tradizionale meeting
quest'anno è dedicato a "I bambini, le donne".
"Nel 2000 - ha dichiarato Sanmartin - gli omicidi di donne erano uno ogni dieci minuti".
dallo studio è nata una vera e propria classifica. Su 40 paesi esaminati quello
che vanta il poco invidiabile primato è il Guatemala, con un'incidenza di 122,80
donne assassinate per ogni milione di donne abitanti.
Al secondo posto della classifica la Colombia, con 70,20 omicidi per ogni milione.
Al terzo El Salvador con 66,38.
Il primato in Europa tocca al Belgio all'ottavo posto nella graduatoria mondiale
con un'incidenza di 29,30 donne uccise ogni milione. L'Italia è al 34esimo posto su 40,
con 6,57 assassini per milione. I paesi dove più si contano assassini di donne
sono latino americani (i primi dieci posti), con una media di 41,02
vittime ogni milione, contro 12,29 dell'Europa.
In Europa i delitti nei confronti delle donne all'interno della famiglia riguardano 5,84
donne su un milione; in Italia - riferisce la ricerca spagnola - si scende a 4,24.
Il numero più alto si registra in Ungheria (16,15), seguita da Lussemburgo (13,16).
Le donne uccise dal partner sono in Europa 5,78 per milione; il numero
più elevato si riscontra nei paesi del Nord, soprattutto
a causa dell'abuso di alcol durante i fine settimana.
La Regione Toscana, a sua volta, ha diffuso alcuni dati che si basano
su parametri diversi ma che raccontano comunque di un fenomeno,
quella della violenza in famiglia e nello specifico sulle donne,
"drammaticamente in crescita". Nel 2005 si è registrato in Italia
un omicidio in famiglia ogni 2 giorni: in 7 casi su 10 la vittima è una donna.
A livello mondiale, la violenza domestica è la prima causa di morte
per le donne tra i 16 e i 44 anni. Uccide più il marito o il fidanzato o l'amante,
a volte anche i figli, più del cancro, degli incidenti stradali e delle guerre.
(http://amicheabcd.splinder.com)

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